Il futsal bailado di René Soares Ortega per far volare il team rossoblù

Nel suo caso quello che è unanimemente riconosciuto – nella propria patria – come il futebol bailado diventa con forza il futsal bailado.
Per la Chaminade Campobasso il ritorno in serie B non vuol essere da semplice matricola, quanto piuttosto da quintetto in grado di essere una mina vagante sul percorso del torneo. E così, terzo annuncio dell’organico affidato a Massimiliano Marsella, è di quelli da lustrarsi gli occhi e risponde alle caratteristiche dell’esperto trentaseienne pivot brasiliano René Soares Ortega.
Giocatore dal curriculum rilevantissimo, il talento sudamericano ha, nel corso della sua carriera, calcato i palcoscenici della massima serie con lo Sporting Sala Consilina, ma è stato anche protagonista nei tornei nazionali della disciplina con Montesilvano, Petrarca Padova, Verona (che ha condotto in A2), Cagliari e Forio d’Ischia prima di una stagione sabbatica – l’ultima – vissuta in C1 in Basilicata con il Villa d’Agri.
Giocatore di San Paolo, il primo innesto del mercato rossoblù è semplicemente entusiasta di questa nuova bandierina posta sul suo percorso sportivo.
«Sono contento di poter essere a Campobasso. Conosco bene il presidente Domenico Scarnata e ci siamo sentiti, anche in passato, diverse volte e, stavolta che c’è stata l’opportunità, l’intesa è stata immediata».
Dalla sua, il paulistano può vantare numeri di assoluto rilievo come le 34 reti messe a segno con lo Sporting Sala Conslina nella massima serie.
«Amo realizzare e questa senz’altro è una delle mie caratteristiche di punta – spiega – ma opera anche in modalità da centroboa aprendo spazi per le incursioni dei miei compagni. Cerco di farmi valere anche di testa, ma principalmente è nel lavoro a terra che posso esprimermi al massimo».
Del resto, la carriera del pivot verdeoro nasce – e non potrebbe essere altrimenti – su di un campo da calcio. «Giocavo da playmaker davanti alla difesa sino, poi quando sono arrivato in Italia nella formazione Berretti dell’Hellas Verona mi hanno spostato a fantasista. Di fatto, proiettandomi sui rettangoli dei match a rimbalzo controllato alla fine è stato per certi versi naturale ritrovarmi nella posizione di pivot».
Forte del suo animo globetrotter, peraltro, Soares Ortega non ha preferenze sulla poule di cadetteria che potrebbe toccare in sorte ai campobassani.
«Il raggruppamento è marginale – replica – l’importante è l’impegno. Essere costanti, quando si ha davanti un obiettivo prefissato, è il miglior modo per centrarlo perché si segue la linea d’azione, indipendentemente dal contesto».
La sua presenza, tra l’altro, potrà rappresentare, al tempo stesso, un esempio per i compagni di squadra ed un modello per i tanti giovani del vivaio rossoblù (in primis quelli impegnati direttamente con la formazione senior).
«Quello che fa il presidente con il vivaio è qualcosa di lodevole e davvero rilevante per la crescita dei ragazzi. Personalmente, col passare degli anni, ho potuto accrescere con forza il mio bagaglio personale, anche se per mia indole personale dico che c’è sempre qualcosa da imparare. Con certezza, poter condividere la mia esperienza con i miei compagni e poter dare loro una mano sarà davvero unico».
Pensieri chiari ed immediati sono dedicati anche ai fan rossoblù. «Non vedo l’ora di iniziare la stagione e di avere un Palasport sempre pieno, così da dare loro divertimento ed allegria».
A livello di obiettivi, Soares Ortega è altrettanto diretto: «Il primo traguardo deve essere quello di squadra da centrare anche con il mio contributo. Poi, se possibile, arrivare ai trentaquattro gol di Sala Consilina non sarebbe disprezzabile».
L’investitura del presidente – Da parte sua, il presidente Domenico Scarnata non nasconde la soddisfazione per essere riuscito a portare in rossoblù René Soares Ortega.
«Abbiamo dato vita ad una ricerca approfondita di un elemento che potesse essere pienamente utile alla causa ed il suo profilo era quello senza mezzi termini più utile e funzionale per le nostre esigenze perché è un elemento con un’amplissima esperienza e, soprattutto, il suo livello qualitativo è indiscutibile».

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