A partire da questo campionato la Chaminade ha integrato nel suo staff figure tecniche nuove e fra queste io ho il privilegio – come psicologo dello sport – di seguire i calciatori sotto l’aspetto mentale di preparazione e gestione dell’attività agonistica. Poiché si tratta di una scelta innovativa (in verità esperti attenti alle dinamiche psicologiche degli atleti sono presenti in tutte le realtà sportive di alto livello) ci si chiede il perché di tale direzione e di cosa si occupi – nel concreto – la psicologia dello sport.
Si tratta di prestare attenzione ai fattori cognitivi ed emotivi associati alla prestazione nella partita e nell’allenamento durante la settimana.
Nello specifico ci si orienta verso due obiettivi: da un lato aiutare gli atleti – nel nostro caso i calciatori della Chaminade – a utilizzare principi psicologici per aumentare la performance; dall’altro fornire sostegno psicologico laddove l’atleta (che – ricordiamolo – prima di essere tale è una persona, con i suoi punti di forza e le sue debolezze) ne dovesse avere bisogno.
Asserire che gli aspetti psicologici esercitino una grande influenza sulla prestazione sembra scontato, dal momento in cui su questo tema c’è un sostanziale accordo fra tutti (atleti, allenatori, famiglie, mass media). Più in dettaglio diremo che, a fronte di una preparazione fisica ormai omologata, siano proprio le variabili emozionali, motivazionali, interpersonali a condizionare il rendimento dell’atleta, e quindi anche la prestazione della squadra, la classifica, le vittorie e le sconfitte.
Sul piano delle difficoltà psicologiche che tutti noi affrontiamo durante la vita viene da considerare il fatto che bisogna vigilare affinché non si ritorcano contro l’atleta gli apporti positivi connessi alla pratica sportiva, la quale da strumento di benessere si potrebbe trasformare in occasione di malessere e di disagio. Queste due variabili (performance agonistica e benessere psicologico) sono strettamente collegate fra loro, infatti la prestazione può dipendere in larga misura dal livello di benessere della persona.
Vi sono poi altre variabili da tenere in considerazione per promuovere l’obiettivo finale (che è quello di cercare di vincere): migliorare il livello di comunicazione, rendendolo efficace e funzionale. Tale aspetto non riguarda esclusivamente il calciatore, ma anche i tecnici e i dirigenti della squadra.
Gli aspetti mentali della prestazione sono fondamentali al pari delle capacità fisiche e tecniche e in grado di fare la differenza se opportunamente allenati: avere consapevolezza delle proprie motivazioni, percezioni, stile di personalità, emozioni, tensioni, ansia, stati dell’umore, oltre a riconoscere le condizioni più stressanti e alcune tecniche per la loro gestione, potrebbe risultare determinante in una prospettiva a lungo termine come è quella che i calciatori della Chaminade stanno affrontando durante questo campionato di serie B.
“Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati”
Forza Chaminade!
Psicologo Dott. Fabrizio MASCIOLI

